Covid e pallone, la voce di mister De Massimi: "Costruire il mondo intorno ai bambini"

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Eroi in trincea negli ospedali, nei posti di lavoro e anche in campo.

Con la seconda terribile ondata pandemica e l’aumento di decessi e ricoveri, c’è anche chi ha un dovere morale: quello di far sembrare, per quanto possibile, normale la vita dei bambini impedendo al destino e alla sorte di rovinare un’infanzia. Lo sa bene Stefano De Massimi, conosciuto ai più per essere la guida tecnica della Vjs Velletri in Prima Categoria ma anche istruttore di Scuola Calcio con una vasta esperienza alle spalle.

Un momento delicato anche per i “mister”, relegati spesso ad una considerazione minore rispetto ad altri incarichi e invece chiamati, oggi più che mai, a fornire in sicurezza quell’unica valvola di sfogo rimasta ai ragazzi, cioè l’allenamento individuale. “Il ruolo dell'istruttore in questo momento storico”, dice il tecnico Stefano De Massimi, “costruisce la propria credibilità in spazi e movimenti limitati dalla presenza di covid e protocolli ma non certo dalla spontaneità e urgenza di normalità che ci manifesta il piccolo calciatore. I bambini che frequentano la scuola calcio scelgono i propri tempi di divertimento e vivacità appoggiandosi spesso all'empatia che si crea con l'istruttore riconoscendo con lui un percorso insieme completo di educazione, sorrisi, competenze tecniche ma soprattutto sociali e civiche. Questo succede quando hai a mente veramente il tuo obiettivo che rimane quello di proporre il calcio come momento ludico d'assieme”.

Anche il calcio ha dovuto sensibilmente cambiare le proprie abitudini ed esigenze, diventando poco più di uno sport individuale. Questo cozza e non poco con lo spirito di squadra, ed è ancora una volta la bravura di un istruttore a far sì che non si perda il valore fondante del pallone: “Come ogni professione sensibile ci siamo dovuti adattare al periodo che rimane complicato per alcune cose ma che allo stesso tempo non può metterti in ginocchio proprio per quello che rappresentiamo per i nostri piccoli allievi. E così ci siamo infilati in distanziamento, lezioni completamente analitiche, protocolli mettendoci sempre in situazioni di sicurezza quando poi sai benissimo che ogni comportamento è accompagnato da una lente d'ingrandimento pronta a giudicare. Sono sempre più convinto che questa sia una professione da onorare come un giuramento e che non si può affrontare solo pronunciando a memoria 4 righe nei webinar che puntualmente impazzano e direi ingombrano i social vendendo proposte”, ha aggiunto De Massimi, ribadendo ancor di più il rispetto della professionalità dell’allenatore in questo momento. Una professionalità che non s’improvvisa, anzi si acquisisce con nozionistica ed empirismo: “Ci vuole l'esperienza diretta più lo studio e la consapevolezza di non andare al centro sportivo ad inventare qualcosa ma a misurarsi magari ascoltando cosa hanno da dirci i nostri bambini perché scuola calcio vuol dire per l'80% capire chi hai davanti e rimanere nelle sue scarpette e nelle sue tasche il più tempo possibile. Costruire il mondo intorno a loro e mai viceversa”.

Un vero e proprio motto di vita, con la consueta patina filosofica che contraddistingue il tecnico della Vjs Velletri, quello di costruire un mondo intorno ai bambini. “Queste convinzioni certo non sono nate ieri ma l'evoluzione della nostra figura ad insegnare sport e comportamenti all'aria aperta può e deve fare leva sulla ricerca di ideali sani e di gran libertà comunicando spontaneità e leggerezza al contrario di standardizzazione e militarizzazione. Oggi vedo questi bambini come i pesciolini rossi che si vincevano al Luna Park messi dentro la bustina di plastica e poggiati qua e là tra una giostra e l'altra con poco ossigeno per comprendere e proporsi, con poca scelta e con poca comprensione di quello che sta accadendo intorno a loro e di conseguenza del tempo che stanno sprecando in emozioni ed esperienze formative gettate nel dimenticatoio. Da questa visione di un infanzia in bolla parte la nostra missione di ricerca di sorrisi anche sotto la mascherina e grande umanità. Si parla tanto di fasce sensibili anche negli adulti e di storie ai limiti dell'eroismo per le categorie che hanno avuto ed hanno tutt'ora la possibilità di far valere le proprie conoscenze. In tutto questo spot dell'annata 2020 ci siamo fortunatamente anche noi istruttori di scuola calcio ma anche di altre discipline che hanno lo sport nel cuore. Ci siamo con la missione di regalare attimi dove i bambini si sentano finalmente protagonisti nelle loro domande, nella loro sana ingenuità, nei loro movimenti, nella loro crescita mirando nuovi traguardi. Costruire un mondo intorno a loro e mai viceversa”, conclude Stefano De Massimi.

Costruire un mondo intorno a loro: un mondo migliore, rispetto alle statistiche catastrofiche e alle bagarre telematiche e quotidiane che sembrano avere un senso di mondo disumano e stolto.

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